Soffio impetuoso, su l’angosciosa vetta
Smarrita in un giardino di lussuria
incontrai te, mio guerriero, mio Spirto
Giardino incolto pe' color ch'un vedon dannazione
Eden puro, unto di peccato,
dolce, cruento, pe' color che creature epicuree sono
Spirto, vaga o te, pe' queste terre scarlatte,
possiedi fra le tu' braccia me e congiungi il tu' odio al mio
pe' color che per pena vagan sul nostro cammino,
Dissetami co' la tu linfa ed anneghiamo ogni pensiero
Sfoderando le nostre armi doneremo lor timore
non desterò in lor sollievo, illustrerò lor cos'è terrore
accompagnerò lor alla morte con affianco la mi' passione
Sfogherem il nostro castigo su color che son miei schiavi,
sfoga in me il tu'amore,
sfoga in lor il tu'rancore.
Chi potrà mai esser,
colui che par
aver ammansuito il mio cor guerrafondaio?
Chi è colui
per cui abbassai le mi imponenti armi?
Sol ciò che palpita in me osa spiegarlo,
sol ciò che brucia ogni mio pensier par chiamarlo
Ma ordove le mi membra vagan in cerca d'odio ed' illealtà
tutto distrutto par,
da codel sentimento d'amor e fide
Le su labbra or tutto placano,
le su mani ogni mi angoscia pajon distrugger
ciò ch' il mi tormento per tempo amò,
ormai al mi ego par lontano
Accompagnami fedelmente su li dolci cammini
Amor mio, a te consacrata fui,
Amor mio, insiem potrem domar li tempi bui...
Nella mi' ingenuità vieto le mi lacrime,
nella mi' ingenuità affogo le mie sofferenze,
nella mi' ingenuità spero di ritrovar te, amore mio
poiché la mi' anima cerca il tu' lamento,
il tu' sorriso,
i tu' occhi,
il tuo esser dannato
Abbandona la tu' misantropia
o congiungila alla mia,
Allontana il tu' pensiero
dai miei incubi profondi,
Rendi colmi i miei calici
per abbeverarmi del tuo cremisi,
Torna al tu' Inferno, creatura,
torna a vivere nella tu' Natura:
ritorna, a cogliere i frutti del mio Eden oscuro...
Ritorna mio peccato,
ritorna...
Così mi si pone
la tu ultima visione
io, Dea allontano il tu peccato,
il mi peccato pe' te ch'io ebbi espiato,
ciò che or'io provo non è don di trascendenza
ciò che io or sento è sconosciuto al mi lamento
Innata indifferenza
abbandonante il mi tormento
libera,
fenice nel mi focolare
focolare ch'or pe' un altro Cupido occupato appare
Impossibil ti sarà di trapassar il mi varco,
nè il nesso divino, nè il nesso celeste
Or sì sarà mia scelta la tu Espiazione
Ruggente mi porrò
innanzi a te mio car guerriero,
la tu corazza d'alloro pare,
gloriosa e valorosa,
ma mai più sarà immortale
come l'Arte che m'appartiene...
Mio dannato spirito
il mi cor si chiede dello perché tu perdesti la tu libertà,
per qual fortuita scelta tu accettasti codeste catene?
Catene perpetue, dolenti
imprigionanti il mio Io, il mio essere Dea
Catene invisibili d'amor 'd intelletto amoroso
il mi destino piegato appare, per la pena che tu m'avesti inflitto,
l'unico desìo onirico sta nelle tu parole
parole impenetrabili, ch'il tu cor ancor non vol esplicarmi
Ruggente fu il mi orgoglio prima del tu incontro, prima del tu tocco
impossibil m'appare d'uscir dalla mi agonia
agonia lasciva di sofferenza divina,
Pendo dalle tue labbra mio amato,
Divora il mi cor e rendilo tuo...
Battito,
insito in me
o tu che offuschi il sapor della mi ragione
mi ti poni con la tu' grazia, co' la tu' crudeltà,
così sublime, così sacro
sacro al tempio della mia Dea
Codesta passione mi turba lamente
turba il mi valore
oramai lungi dalla mia nuova Dea ch'io sono
Ciò ch' io credo, che mi perseguita,
è Tuo...
Consacrata non più alla mi fede
ma consacrata allo cor gentile
il qual mi strugge l'anima
pe' ciò che non mi merita
Abbandona le mie membra
o cogliele com se fosser sempre state tue...
Anime legate dal peccato eterno,
vaganti in codesto girone
girone di dannati,
dannati d'amor ch'altro non pensaron pe' il loro cor,
cor dannato,
cor soffocato,
illuminato d'intelletto sopraffino
Nè son esclusa, nè son compresa,
son avvolta in questo limbo
limbo d'anime ch'altro videro che desìo d'amor divino,
desìo aspirato, desìo sospeso,
espianti di codel peccato
Angeli dannati, ch'avete evocato in noi l'amor perpetuo
o siate clementi con noi esuli creature
e o tu, mio angelo ottenebrato,
rendi lieve la mi pena, ch'io per te il mi core struggo...
Cicatrici,
cicatrici profonde insite in carni gentili
segni sgraziati corruttori di Grazia e Purezza
Sfreggi incancellabili seppur apparentemente rimarginati
impossibil trovar un senso al ritorno originale,
Invocar perdono non è dell'omo,
Invocar clemenza è error umano,
Capir d'errare è Nobiltà, mia dannata creatura
simbolo d'ilarità...
Il mi cor innanzi a ciò non pò provar che pena,
seppur mi persi nei tuoi Specchi
io non pò che provar tristezza
Mia Creatura perché facesti ciò?
Sogno, desìo
così mi si pone lontan 'd raggiungibile
così aspirato, così desiderato
Il mi cor straziato appare
pe' il cammin tortuoso ch'io percorro,
l'oggetto della mia pena ch'altro è un miraggio
miraggio, lontano
miracolo ai miei occhi,
angelo della mia oscurità
per qual motivo sei irrotto nella mia fragilità?
Creatura celeste
dei cui soi occhi di pietra mi persi nel tempo,
il mio spirito vaga per te,
morente...
Mio Re, mia creatura
lasciati avvolger dalla pena cortese
che codesta Dea invoca...
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