Nella mi' ingenuità vieto le mi lacrime,
nella mi' ingenuità affogo le mie sofferenze,
nella mi' ingenuità spero di ritrovar te, amore mio
poiché la mi' anima cerca il tu' lamento,
il tu' sorriso,
i tu' occhi,
il tuo esser dannato
Abbandona la tu' misantropia
o congiungila alla mia,
Allontana il tu' pensiero
dai miei incubi profondi,
Rendi colmi i miei calici
per abbeverarmi del tuo cremisi,
Torna al tu' Inferno, creatura,
torna a vivere nella tu' Natura:
ritorna, a cogliere i frutti del mio Eden oscuro...
Ritorna mio peccato,
ritorna...
Cicatrici,
cicatrici profonde insite in carni gentili
segni sgraziati corruttori di Grazia e Purezza
Sfreggi incancellabili seppur apparentemente rimarginati
impossibil trovar un senso al ritorno originale,
Invocar perdono non è dell'omo,
Invocar clemenza è error umano,
Capir d'errare è Nobiltà, mia dannata creatura
simbolo d'ilarità...
Il mi cor innanzi a ciò non pò provar che pena,
seppur mi persi nei tuoi Specchi
io non pò che provar tristezza
Mia Creatura perché facesti ciò?
Sogno, desìo
così mi si pone lontan 'd raggiungibile
così aspirato, così desiderato
Il mi cor straziato appare
pe' il cammin tortuoso ch'io percorro,
l'oggetto della mia pena ch'altro è un miraggio
miraggio, lontano
miracolo ai miei occhi,
angelo della mia oscurità
per qual motivo sei irrotto nella mia fragilità?
Creatura celeste
dei cui soi occhi di pietra mi persi nel tempo,
il mio spirito vaga per te,
morente...
Mio Re, mia creatura
lasciati avvolger dalla pena cortese
che codesta Dea invoca...
Pietrosità immane dal candido silenzio
corrotta da quella stilla tinta di rubino,
così delicata e dolorosa
così muta 'd angosciosa,
lasciva è su di me la Sua turbata presenza
Tortuoso cammino sul percorso della Stessa,
forma angelica turbata
forma divina sconsacrata
Il dolor ne causa 'l pianto
dello cui sogno va infranto,
mai colmato de 'l so core
par pagata de l'Amore
par pagata co le Fiamme,
incendiate le Sue carni
potrà mai sanar i danni, di color che han peccato...
Triste sodalizio
sulle note di un nubilizio,
toccar il segreto del peccato
che spesso ci vien dannato
o dolce compagnia,
o dolce Compagna,
Perchè lasciarmi
e farmi dannare
da codesto Flagello?
Note nostalgiche sul mio cammino,
foresta incantata
io, dama dannata
stille decise discendono senza esitare,
il mio candore macchiato di scarlatto...
P erché Domineddio?
Queste catene senza eccezione le mie Sodali saranno,
seguaci sul mio cammino periranno...
Non più esili lacrime,
ma il mio nobile cremisi
che discenderà sul mio volto per l'eternità,
accompagnandomi al mio infattibile trapasso...

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