Smarrita in un giardino di lussuria
incontrai te, mio guerriero, mio Spirto
Giardino incolto pe' color ch'un vedon dannazione
Eden puro, unto di peccato,
dolce, cruento, pe' color che creature epicuree sono
Spirto, vaga o te, pe' queste terre scarlatte,
possiedi fra le tu' braccia me e congiungi il tu' odio al mio
pe' color che per pena vagan sul nostro cammino,
Dissetami co' la tu linfa ed anneghiamo ogni pensiero
Sfoderando le nostre armi doneremo lor timore
non desterò in lor sollievo, illustrerò lor cos'è terrore
accompagnerò lor alla morte con affianco la mi' passione
Sfogherem il nostro castigo su color che son miei schiavi,
sfoga in me il tu'amore,
sfoga in lor il tu'rancore.
<<But beauty, real beauty, ends where an intellectual expression begins>>
(Lord Henry Wotton - "The Picture Of Dorian Gray")

Incanto naturale dal soffio del Boreale,
inerte,
appassita,
incoscente 'd avizzita
cos'è che ti rende così mia anima spoglia di vita?
Apicale timbro d'un silenzio conferito,
lontano, distante
odo l'eco del mio suono ardito,
<<Grida mia stimolante ninfetta,
grida per me,
libera il tuo diabolus nelle mie carni,
abbandonati a questo mondo che non ti accetta>>
Tortura carnale,
urlo infinito di lemmi silenziosi,
occhi ruggenti
in paranoia prolissa,
carne, fuoco, silenzio lascivo...
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