Afflizione d'un ego ch'un m'appartiene
incline a distrugger ciò chìeto appare,
Distruttor d'amori e glorie pe la gioia de lo su' spettro,
or dunque
ove andrai a seminar il tuo raccolto?
Le spine de le tu' rose
emaciate de la linfa de li cori,
come rubini su le tu dita
brilleranno alla notte de li amori
Le radici de la tu edera cruenta
soffocanti li canti di gioia,
il tu camino segneranno
spodestndo la lor noia,
Vita nova, vita oscura...
Soffici stoffe, velate di porpora
biancore inpuro, tinto d'implacabile scarlatto,
destante in voi gola e peccato
Come servi d'un dio ch'un v'appartiene.
adorate la mi ombra
Come prede d'un cacciatore forestiero,
donatevi in sacrificio
Come codesti miei drappi rubini, avvolgete me:
la vostra nuova Fede
Ammirate le mi carni
poiché saran la sol cosa che risplenderà nella mi Dimora,
nel vostro Inferno...
Inebriatevi del mio Essere, sciocchi traditori
Eliminate ogni vostra angoscia, ogni vostro incubo
poiché da oggi sarò il vostro nuovo terrore...
Il perdono abbandonerà la mi lama,
restituendo a Colei ch'ha patito
la su giusta vendetta.
Non v'è peccato peggiore che l'ignorare se stessi, credendo sia delittuoso assecondare aspirazioni ritenute depravate dagli ipocriti benpensanti, e rendendo così reconditi, desideri indispensabili per la salubrità della nostra esistenza
Sono i dettagli a far cambiare i punti di vista agli uomini.
Dettagli che possono far cambiare vita, far scegliere una strada nuova o abbandonare quella vecchia.
Ovunque essi si trovino, non limitiamoci a guardare il complesso, ma sfidiamoci ad oltrappassare quella sottile pattina velata. Lì si trovano le soluzioni.
Nei dettagli.
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