La tu anima quì giace
lontan dalle mie membra,
mio Eretico
tu fosti punito pe 'l peccato di ciò che tu perdesti,
mio Peccatore
la tu pienezza di beltà
fino al giorno del mi giudizio, morente giacerà
Elogia la tua Dea
che per te l'odio coltivò
l'odio d'amor che per te io condivisi
Lontan, distante
adorerai le mi gesta
che non altro per te provan più
Ripugnante il tu peccato
pe' il tuo esser animal epicureo,
Il tuo esser declinato non sa altro che gioir,
La tu condanna più che atroce è di rinunziar alla tu beltà,
Il tu esser non sa tristezza, non sa dolor
il tu cremisi non parea macchiato
ma or è giunto il tempo ch'assaporerai la crudeltà
Clemente non mi porrò,
Dolor dovrai patir,
Bevi il mi cremisi ed il tu cor sarà dannato...
Cicatrici,
cicatrici profonde insite in carni gentili
segni sgraziati corruttori di Grazia e Purezza
Sfreggi incancellabili seppur apparentemente rimarginati
impossibil trovar un senso al ritorno originale,
Invocar perdono non è dell'omo,
Invocar clemenza è error umano,
Capir d'errare è Nobiltà, mia dannata creatura
simbolo d'ilarità...
Il mi cor innanzi a ciò non pò provar che pena,
seppur mi persi nei tuoi Specchi
io non pò che provar tristezza
Mia Creatura perché facesti ciò?
Non v'è peccato peggiore che l'ignorare se stessi, credendo sia delittuoso assecondare aspirazioni ritenute depravate dagli ipocriti benpensanti, e rendendo così reconditi, desideri indispensabili per la salubrità della nostra esistenza
Corsa.
Corsa intrepida.
Corsa folle.
Corsa angosciosa.
Per qual motivo il mio passo cessa?
Per qual motivo la mia immagine sembra così oppressa?
Ove giammai sarà il mio predatore?
Ove giammai sarà il suo animo pien d'ardore?
Io, preda imbrattata di sangue
cercante sollievo con il congiungimento eterno,
vago col far smarrito, di chi come me ha provato l'inferno...
AUGURI A ME STESSA!
Sperando che almeno oggi, nella giornata del mio compleanno, la mia tristezza se ne vadi vagando per altri orizzonti... Lontano dalla mia soglia...
Miei cari lettori,
voglio porgervi in lettura una mia riflessione in quanto alla percezione dell'essenza dell'amore...
Buona lettura...
Il sentimento che pervade l'uomo sin dall'inizio dei tempi è l'amore.
Un amore che spesso provoca dolore, che in maggior parte dei casi si trasfigura in una lama che lentamente lacera la pelle lasciando una sensazione di piacevole evasione.
Nel corso del tempo l'amore è cambiato; è cambiato dal punto di vista concettuale.
Gli aspetti dell'amore cambiano a seconda delle epoche, a seconda delle influenze esterne ad esso.
Nel XII secolo con l'amor cortese si sviluppa l'amor smisurato per la donna, vista come divina, angelica, quasi come una creatura celeste da idolatrare e proteggere a tutti i costi; un successivo cambiamento completamente opposto, è quello dell'amore francescano: i Francescani rendevano grazie alle cose create dall'Onnipotente, poiché frutto dell'amore di Dio.
Sempre nello stesso periodo, nei paesi nordici, viene maturato un altro pensiero in quanto al sentimento in argomento: l'amore come strumento di congiungimento alla morte.
Nel racconto di Tristano ed Isotta, si può ben percepire questo sentimento; i due innamorati che per uno scherzo volontario del destino si trovano ad esser ancora più persi l'uno dell'altra, uniti dal loro cieco desiderio di morte si troveranno a passare il loro oltre in una fusione totale del loro essere.
Sempre nell'ambito dei racconti nordici amorosi, viene contemplata la "Leggenda di Sigfrido"; anche quì possiamo riscontrare il sacrificio della vita per l'eterno amore ultraterreno.
A mia opinione il mondo di vedere l'amore secondo questi testi nordici, rende quasi piacevole il pensiero di morte, poiché lo vincola ad un sentimento che di per sè pervade tutti in un modo piacevole che però, spesso si trasfigura in dolore e afflizione.
Il concetto amoroso ai giorni d'oggi ha quasi perso integralmente quell'essenza romantica e sognatrice, la quale in principio era il vero fondamento di esso.
La cosa he più mi sbalordisce in maniera negativa è la concezione di quanto ciò da parte dei giovani.
Vi sono giovani che vedono l'amore da un punto di vista di sfida; un modo di mostrare dell'essere giunti alla maturità vera e propria, i quali, con il loro pensiero stesso fanno crollare quest'idea.
Vi sono giovani che vedono l'amore come rosea sfumatura di un rapporto basato solo sulla sessualità; altri invece vedono l'amore come una gioia, la gioia di confrontarsi con il proprio partner, gioia di sentirsi amati, confortati nel bisogno.
Infine, vi è una categoria che cerca di evadere dall'amore perché lo vede così distante, così complicato. Viene visto come un portatore di dolore, come un ladro di sogni, o meglio ancora, come un assassino, ed alla fine, proprio senza rendersene conto, sono forse loro quelli più coinvolti emotivamente...
Posso dire di collocarmi tra coloro che fuggono dall'amore ma che allo stesso tempo ne sono coinvolti.
Forse per una sensazione di vuoto interiore, forse per un senso di non appartenenza a questo mondo, forse per l'esser io così distante dall'odierna ideologia moderna: io fuggo dall'amore.
Vorrei tenerlo distante da me, perché è un sentimento troppo delicato e troppo complesso per essere scelto eppure, so che mi appartiene e so di appartenergli, che io lo voglia o no.
Al giorno d'oggi si vede l'amore come un film. Una pellicola che scorre donando sensazioni, quasi sempre degna del "E vissero felici e contenti". Però, cosa si nasconde dietro quel finale? Cosa succede il giorno dopo? Vale sempre quella citazione? O ancora meglio, E' PER SEMPRE quella citazione?
Credo che l'amore sia una cosa troppo complessa da esplicare in poche parole e soprattutto, credo che ognuno ci creda in modo diverso, vedendo il tutto da sfaccettature difformi.
"L'amore è il mio cilicio, che indosso per il sacrificio; il sacrificio non dell'amare, ma bensì dello svelare.."

(La fanciulla nell'imagine sono io...)
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