Soffio impetuoso, su l’angosciosa vetta
Così mi si pone
la tu ultima visione
io, Dea allontano il tu peccato,
il mi peccato pe' te ch'io ebbi espiato,
ciò che or'io provo non è don di trascendenza
ciò che io or sento è sconosciuto al mi lamento
Innata indifferenza
abbandonante il mi tormento
libera,
fenice nel mi focolare
focolare ch'or pe' un altro Cupido occupato appare
Impossibil ti sarà di trapassar il mi varco,
nè il nesso divino, nè il nesso celeste
Or sì sarà mia scelta la tu Espiazione
Ruggente mi porrò
innanzi a te mio car guerriero,
la tu corazza d'alloro pare,
gloriosa e valorosa,
ma mai più sarà immortale
come l'Arte che m'appartiene...
Miei cari lettori, ho deciso di postarvi una canzone che in questo periodo della mia vita ha un forte significato...
Spero che possa trasmettere anche a voi delle sensazioni qualunque esse siano...
...Grate ferrose di carcere inesistente,
città di rimorsi, rimpianti e frammenti di memoria,
dolce cinguettar di lontan pensiero
or tutt'altro son che urla fameliche,
istinto umano della ragione
mutato in istinto animale primario
Silenzi corrotti da battiti nervosi
pulsazione infettata da pensieri morbosi,
grida lacere di fame immonda
Panico ossesso al calor del lume divino,
creatura umana, ora infetta da morbo nervino
qual mai sarà, di noi ultimi, il destino?...
Incanto naturale dal soffio del Boreale,
inerte,
appassita,
incoscente 'd avizzita
cos'è che ti rende così mia anima spoglia di vita?
Apicale timbro d'un silenzio conferito,
lontano, distante
odo l'eco del mio suono ardito,
<<Grida mia stimolante ninfetta,
grida per me,
libera il tuo diabolus nelle mie carni,
abbandonati a questo mondo che non ti accetta>>
Tortura carnale,
urlo infinito di lemmi silenziosi,
occhi ruggenti
in paranoia prolissa,
carne, fuoco, silenzio lascivo...
Non più vecchia agonia
Non più vecchia follia
Mio angelo dannato, che tu porti via
Violini impazziti
su note distorte
tu conduci su questo nuovo cammino
Portami alla nuova vita,
al nuovo eterno,
al mio nuovo inferno
Il sangue è la vita
"O mio amato, donami la vita"
"O mio amato, rendi codesta agonia infinita"
Il Dono della Dea scorre,
scorre sulle mie labbra scarlatte
del suo dolce vivo
"Non abbandonatemi Akasha,
non abbandonarmi mia celeste"
Il grido del mio interrotto,
che spezzato per il suo dono si inclina...
Miei cari e fervidi lettori, mi duole annunciare che mi assenterò fino alla prima decade di settembre, e ciò comporta che non potrò aggiornare il mio blog per un po'; ad ogni modo non temete, perchè vi saluterò con un'altra mia opera,
un bacio, Alexa
Tristi stille si rincorrono sulle mie forme,
vorrei cercarti
ma non posso,
vorrei accennarti
ma me lo vieti
Perchè costruire insieme un castello
il nostro castello fatto di sensibile cristallo,
che anche il più abile trapezista
potrebbe distruggere in un attimo?
reagire vedendo oramai tutto perso
oppure, lasciarmi pervadere dalla mia fobica Malattia?

Perchè le mie membra gridano vendetta?
Lo stridire di unghie nella mia mente
quasi come appassita da un ossequio ronzio
Perchè solo visioni cremisi?
Mai pace, mai salvezza
o sarà proprio questa la via del celeste?
battito interiore oramai trasformato in doloso silenzio
lapide scolpita a misero ricordo
un fiore appassito sul ciglio di un cancello
sarà forse questo il mio destino?
PAGINE: